Orchidee spontanee in Sardegna - Flora ed orchidee spontanee della Sardegna

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Orchidee spontanee in Sardegna

Orchidee in Sardegna

Le Orchidee della Sardegna e le loro caratteristiche
Le orchidacee
Questi vegetali appartengono al gruppo delle  Angiosperme dato che presentano  ovuli racchiusi in un ovario ed alla classe delle Monocotiledoni poichè l ' embrione ha un solo cotiledone .  

La maggior parte delle  orchidee spontanee presenti in Sardegna le ritroviamo anche in altre regioni italiane.
Alcune specie tuttavia si differenziano per alcune variabili ed attualmente sono ritenute endemiche della Sardegna
Purtroppo , in Sardegna non esiste ancora una legge specifica di protezione per le specie a rischio di estinzione sia per le orchidee che per altre specie della flora isolana.
Da tanto si insiste affinchè ciò avvenga come nella maggior parte delle altre regioni italiane, dove la sensibilità per questo tema è elevata.
Soprattutto le orchidee , se vogliamo che non scompaiano dai nostri territori , non devono essere raccolte nè deve essere manomesso il loro habitat.
Lasciamole anche per le future generazioni !!


Le Orchidee, specie tra le più numerose nel mondo vegetale, sono le più rappresentate dopo le Asteracee. Sono tra i vegetali che hanno subito più di altre specie, delle diversificazioni, adattandosi ai climi più disparati, ad eccezione dei deserti e delle zone circumpolari
La maggior parte vegeta nelle zone calde e nelle foreste tropicali e sembrano essere comparse nel medio e tardo cretacico ( circa 100 milioni di anni fa).
Sono state suddivise in generi:In Sardegna ne abbiamo  15..Suddivise ulteriormente in numerose specie e sottospecie
Si ibridano facilmente fra loro e creano numerose altre varietà.


Il loro nome "Orchidea" deriva dal termine greco " Оρχις  (leggi Orchis) " che significa testicolo , che è riferito, nel loro periodo di fioritura, alla presenza di due tuberi(rizotuberi), di forma ovoidale che somigliano alle ghiandole genitali maschili .
Il tubero più vecchio dopo aver accumulato sostanze di riserva dal terreno, nel periodo di latenza della piantina ormai disseccata nella parte visibile,   permette  alla stessa  di rigenerarsi nell'anno successivo  e con lo sviluppo della nuova piantina, genera un secondo o più tuberi che  ormai arricchitisi di sostanze di riserva , serviranno a riprendere il ciclo vegetativo della piantina nell'anno successivo.
Nelle specie provviste di rizoma ,lo stesso si accresce di qualche millimetro , creando gemme laterali utili per il ciclo successivo.
In condizioni climatiche sfavorevoli, le piantine non si rigenerano anche per anni sino a quando le condizioni climatiche sono adatte.

Nel nostro continente le orchidee sono terrestri ( si sviluppano nel terreno) , perenni (vivono parecchi anni) e geofite (hanno organi interrati che permettono la sopravvivenza invernale).
Le orchidee equatoriali sono invece, quasi tutte
epifite in quanto si sviluppano sugli alberi

Lo sviluppo di nuove piantine di Orchidee è spesso assai difficile per svariati motivi: I semi, molto piccoli, sono privi di sostanza di riserva e necessitano della presenza di funghi specifici  che pur danneggiando in parte il seme, questo ne trae vantaggio sfruttando il carbonio presente nel fungo. Nei casi in cui il seme riesce a germogliare ed a produrre le prime foglioline verdi, la presenza del fungo non è più necessaria in quanto la piantina in formazione(plantula) sarà capace di svolgere la fotosintesi trasformando anidride carbonica ed acqua in zuccheri.Questo percorso si completa anche nel giro di alcuni anni.



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